Har Karkom ovvero il Monte Sinai
Da Rai International
Il monte Sinai del racconto biblico, quello dove Mosè ricevette da Jahvé le tavole della legge, si trova nel deserto israeliano del Negev e non nel luogo dove si riteneva che fosse a sud dell’omonima penisola. Sono queste le conclusioni cui è giunto l'archeologo Emmanuel Anati fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici il quale dal 1980 guida una missione archeologica sulla montagna di Har Karkom (in ebraico "La montagna dello Zafferano").
Questa località è stata considerata un'area sacra per un arco storico di ben 40.000 anni a partire dalle forme di religiosità di popolazioni preistoriche che hanno lasciato quali tracce vistose della loro presenza un numero straordinario di incisioni rupestri, fino alle popolazioni semitiche dell'area mediorientale che l'avevano consacrata alla divinità lunare Sin. Ed è proprio da Sin che secondo Anati deriverebbe il nome del Monte Sinai che significherebbe letteralmente "appartenente (o consacrato) a Sin". Questa ipotesi, assolutamente plausibile da un punto di vista storico viene presa in considerazione da gran parte degli esperti in materia anche se lo stesso Anati, evidenziando in questa maniera il carattere scientifico della sua ricerca, ci ricorda che Mosè non ha lasciato il suo biglietto da visita e che nel campo della preistoria e della protostoria non si può sapere nulla con assoluta certezza.