mercoledì, 21 maggio 2008
15:57

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I distintivi segreti delle truppe speciali Usa.

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patch_1Da Corriere.it:

ne ha studiati e identificati 75
E il fotografo svela i segreti delle truppe speciali Usa
Dai top gun ai rangers, dai Marines ai Navy seals della Delta force. L'Area 51 e la «strega verde»
WASHINGTON – Sembrano personaggi di un videogame: un teschio che sogghigna e una donna nera nuda che cavalca una balena; un alieno al volante di un’astronave e una pantera che lancia saette; un immenso drago che abbranca la terra, e la morte con la falce; il demonio, la strega, il fantasma, e così via. E invece sono distintivi di stoffa del Pentagono (patches) per l’esattezza quelli che vengono cuciti sulle divise dei corpi speciali delle forze armate americane o meglio dei corpi speciali che svolgono le missioni più segrete. Distintivi fratelli di quelli portati dai top gun, dai rangers, dai Marines, dai Navy seals, dalla Delta force, ma che parlano in codice, perché recano scritte, spesso in latino, che rivelano la funzione di chi li indossa.
martedì, 06 maggio 2008
15:11

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Napoli porto nucleare.

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Armamenti-napoliPubblico la trascrizione di una intervista con Angelica Romano di rete Lilliput ed "Un Ponte per", nonché curatrice del libro "Napoli chiama Vicenza, Disarmare i Territori e Costruire la Pace"
6 aprile 2008 - Soroor (Redazione Italiana dell'I.R.I.B.)
Dottoressa in questo libro lei parla di un allarme più preoccupante di quello dei rifiuti che incombe su Napoli e sulla sua regione, ma di cui nessuno parla. Ci potrebbe spiegare di che cosa tratta questo allarme?
Si, in realtà nel libro su per giù cerchiamo di spiegare questo: mentre i napoletani sono tutti quanti convinti che il vero pericolo sia il Vesuvio, in realtà c'è un rischio più grande e molto inquietante. E parlo del fatto che sul nostro territorio, anzi nel nostro porto, c'è un continuo passaggio di portaerei, sommergibili, a propulsione nucleare e carichi di armamenti nucleari. Questo è veramente paradossale perché in un Paese in cui il nucleare è vietato anche per l'uso civile, poi vediamo, invece, correre tutti i rischi legati al nucleare scelto da altri Paesi e per motivi bellici, neanche per uso civile. Questo perché il nostro porto fa parte della 'black list', cioè una lista dei porti in cui queste unità militari marine a propulsione nucleare possono transitare e fermarsi. Ci sono molti porti in Italia: il primo in assoluto era il porto della Maddalena, dove per fortuna adesso si sta smantellando tutto; e il secondo porto per il numero di passaggi e di soste ecc è il porto di Napoli. Io direi dei mostri, sono dei grattacieli orizzontali, e penso a queste gigantesche portaerei, come la portaerei Eisenhower che, per intenderci, sono 97mila tonnellate d'acciaio, spinte da un motore a propulsione nucleare, con a bordo un potenziale bellico senza precedenti, cioè circa 85 aerei, caccia, corazzate, cacciatorpedinieri, ecc a seguito.
lunedì, 21 aprile 2008
17:24

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I retroscena militari del ponte e i veri fini dell'operazione "vespri siciliani"

ponteUna pagina di storia contemporanea d’Italia,molto interessante, che non vedrete mai in un libro scolastico. I retroscena militari del ponte, che con il nuovo governo Berlusconi ridiventeranno attualissimi, ma anche i veri fini della missione “Vespri Siciliani”.

Da Peacelink:
I retroscena militari del Ponte
Forze armate missili e 007 a difesa del Ponte sullo Stretto di Messina.

Nella seconda metà degli anni '80 alla Società Stretto di Messina, incaricata alla progettazione dell'infrastruttura, il ministero della Difesa presentò un rapporto segreto (denominato "Coefficiente D"), in cui venivano analizzati gli interventi necessari per garantire un eventuale utilizzo dell'infrastruttura per esigenze di tipo militare e per assicurare la "protezione" del manufatto in caso di crisi internazionale o di conflitto armato. Sin da allora il tema della "difesa del ponte" apparve agli strateghi uno dei problemi più complessi da affrontare per la realizzazione dell'opera.
venerdì, 18 aprile 2008
17:49

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L' ubicazione e le caratteristiche di tutte le basi USA e NATO in Italia

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Alcuni dati del pentagono:
(fonte la stampa 16-1-2007 )

2000
Edifici posseduti dalle forze armate statunitensi in Italia.

1100
edifici affittati agli americani.

1.780.000 m²
La superficie totale tra edifici posseduti e in affitto.

15.500
I militari USA presenti nel nostro Paese.

4500
I civili USA che lavorano nelle basi.

Ecco la dislocazione e le caratteristiche delle 113 basi:

giovedì, 17 aprile 2008
18:05

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Sotto il Vesuvio, il Nucleare!

portaerei napoliIn campania non ci facciamo mancare nulla! Questa meravigliosa terra che dovrebbe avere una vocazione esclusivamente turistica per le sue bellezze, invece, subisce lo scempio da parte di tutti coloro che ne fanno terra di sfruttamento e malaffare. L’Italsider, il nucleare, le discariche, la monnezza, la camorra e chi più ne ha più ne metta…
La NATO qui ha ben 13 tra installazioni militari e basi di rilevanza mondiale.
Paradossale,  visto anche il fatto che in Italia il nucleare sia vietato, anche solo per scopi civili, mentre gli americani vanno avanti e indietro trasportando e immagazzinando testate nucleari nella nostra regione (e in tutt’Italia), esponendo le popolazioni e l’ambiente a gravissimi rischi sotto tutti i punti di vista, senza immaginare poi, cosa accadrebbe in caso di un incidente nucleare: sarebbe una vera catastrofe senza precedenti di proporzioni spaventose. Come sia possibile tutto ciò c’è solo da chiederlo ai nostri amministratori e governanti presenti e passati.
Questo è il primo di diversi post di approfondimento sul tema.
Domani l'intera lista delle basi NATO in Italia.
lunedì, 31 marzo 2008
19:29

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Ilaria Alpi, morire in cerca della veritĂ .

Le ultime rivelazioni sul caso Alpi. Un altro mistero in cui depistaggi e insabbiamenti non permettono che vengano a galla le verità troppo scomode e sconcertanti:

 1a Parte

venerdì, 08 febbraio 2008
18:09

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La VeritĂ : l'Italia a Nassiriya per il petrolio

giacimentiA Nassiriya, non per la missione umanitaria ma per il petrolio!

Che gli americani fossero andati ad occupare l’ Iraq per il petrolio, come già l’ Afganistan per il passaggio di gasdotti e oleodotti, penso che, già tutti ne avevamo la certezza, ma questa inchiesta dimostra che anche noi italiani, ufficialmente lì per motivi culturali (difendere le antiche vestigia di Babilonia e tutta la zona archeologica) e umanitarie (sfamare ed aiutare il popolo iracheno), avevamo dei doppi fini (Per la serie “ma come siamo buoni!” vedi anche cluster bomb e trattato internazionale contro armi non convenzionali).Mi sembra di ripetere sempre le stesse cose, ma anche qui la politica ha giocato sporco anche grazie alla complicità dell’informazione. Negli anni della missione chi di voi ha visto un’immagine della raffineria dell’eni a Nassiriya o dei convogli petroliferi scortati dai nostri soldati? C’è poco da dire di più, i fatti parlano da soli, le prove sono evidenti. Ah e per la cronaca questa inchiesta è stata mandata in onda su rai 3 alle 7 e 30 del mattino (mi sembra un’ ottimo orario per un’inchiesta del genere!) Bravi signori politici e bravi signori giornalisti non vi smentite mai! E noi? ...Continuiamo a restare indifferenti. Questa domanda ormai è lo slogan di questo blog: “Ma per quanto tempo resteremo a guardare lo scempio che stanno compiendo?”

I video dell'inchiesta: